Sono validi i modelli “EAS” presentati prima del 29 dicembre 2010, anche se tardivamente.
È questo il principale chiarimento contenuto nella circolare n. 6 del 24 febbraio 2011, con la quale l’Agenzia delle Entrate analizza gli effetti della proroga dei termini di presentazione del modello “EAS”, disposta dal DL 29 dicembre 2010 n. 225 (c.d. “milleproroghe”).
Si ricorda che il modello “EAS” è stato istituito con il provv. Agenzia delle Entrate 2 settembre 2009 (in attuazione dell’art. 30 del DL 29 dicembre 2008 n. 185, convertito nella L. 28 febbraio 2009 n. 2) al fine di “monitorare” gli enti privati associativi che beneficiano di agevolazioni fiscali.
Il suddetto art. 30 ha infatti stabilito che, per beneficiare della non imponibilità dei corrispettivi, delle quote e dei contributi ai fini IRES (ai sensi dell’art. 148 del TUIR) e IVA (ai sensi dell’art. 4 del DPR 633/72), gli enti non commerciali di tipo associativo (salvo alcune esclusioni, quali le ONLUS e le associazioni sportive dilettantistiche che non svolgono attività commerciale) devono essere in possesso dei requisiti qualificanti previsti dalla normativa tributaria e trasmettere in via telematica all’Agenzia delle Entrate i dati e le notizie fiscali rilevanti, mediante un apposito modello, al fine di consentire gli opportuni controlli.
Secondo l’Agenzia delle Entrate, la comunicazione dei dati rilevanti ai fini fiscali con il modello “EAS” costituisce un onere per gli enti interessati, i quali, se non vi adempiono entro i termini previsti, non possono fruire dei suddetti regimi agevolati.
La rilevanza dell’adempimento per il c.d “settore non profit” ha fatto sì che i termini di presentazione del modello “EAS” siano stati più volte prorogati, fino all’ultimo intervento del DL “milleproroghe”, il quale ha fissato al 31 marzo 2011 il termine precedentemente scaduto al 31 dicembre 2009.
In virtù della suddetta riapertura dei termini, il modello “EAS” deve essere presentato, entro il 31 marzo 2011, da parte dei soggetti già costituiti alla data del 30 gennaio 2011.
Per i soggetti costituiti dal 31 gennaio 2011, invece, il modello “EAS”deve essere presentato entro 60 giorni dalla data di costituzione, termine “a regime” che scade successivamente al prossimo 31 marzo.
Come accennato, la circolare in esame considera tempestivamente presentati i modelli “EAS” trasmessi prima del 29 dicembre 2010, data di entrata in vigore del “milleproroghe”, ma tardivamente rispetto alla precedente scadenza del 31 dicembre 2009 o dei 60 giorni per i soggetti neocostituiti.
In tal caso i modelli non vanno ripresentati entro il 31 marzo 2011.
Tali soggetti non devono quindi ripresentare il modello “EAS” entro il 31 marzo 2011, a meno che siano intervenute variazioni dei dati già comunicati.
In caso di variazioni “rilevanti” dei dati trasmessi, infatti, il modello “EAS” deve essere nuovamente presentato entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la Notiziario Fitel variazione.
Pertanto, è possibile beneficiare della riapertura al 31 marzo 2011 anche per comunicare eventuali variazioni dei dati rispetto a quanto indicato in sede di prima presentazione del modello “EAS” entro il 31 dicembre 2009.
Ad esempio, se il modello “EAS” è stato presentato il 15 novembre 2009 e il 20 dicembre 2009 è intervenuta una variazione che comporta l’obbligo di comunicazione, occorreva ripresentare il modello “EAS” per comunicare la variazione entro il 31 marzo 2010; se tale adempimento non è stato rispettato, può ora essere effettuato entro il prossimo 31 marzo.
In pratica, entro il 31 marzo 2011 andranno ripresentati i modelli “EAS” per comunicare le variazioni intervenute nel 2009, se non è stata rispettata la scadenza ordinaria del 31 marzo 2010, ovvero nel 2010, sulla base dell’ordinaria scadenza del 31 marzo dell’anno successivo.

 

 
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