Ai sensi dell’art. 143 del Tuir, non concorrono alla formazione del reddito degli enti non commerciali i fondi pervenuti agli stessi a seguito di raccolte pubbliche effettuate occasionalmente, anche mediante offerte di beni di modico valore (ad esempio: cessione di piante o frutti) o di servizi ai sovventori, in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione.
A fronte di tale beneficio, l’art. 20 del D.P.R. 600/1973 prevede per gli enti non commerciali, comprese le Onlus, uno specifico obbligo di rendicontazione per le raccolte di fondi, indipendentemente dalla redazione del rendiconto annuale eventualmente richiesto dalla normativa o dalle previsioni statutarie.
Nel rendiconto, da redigere entro 4 mesi dalla chiusura dell’esercizio, devono essere riportate, in modo chiaro e trasparente, le entrate e le spese afferenti ciascuna delle manifestazioni previste dall’art. 143 del Tuir.
Ove necessario, il rendiconto deve essere accompagnato da una relazione illustrativa concernente le entrate e le spese anzidette. L’obbligo di redazione coinvolge sia gli enti non profit che si avvalgono del regime di contabilità ordinaria, sia quelli che si avvalgono del regime di contabilità semplificata.

 

 
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