Non si placa la lotta del fisco contro le false Onlus.
Un esempio per tutti uno studio veterinario del nord Italia che, camuffato da Onlus, che riceveva donazioni a tariffario per le cure e gli interventi sugli animali domestici assistiti, oppure un’altra Onlus costituita per apportare aiuto ai bambini del terzo mondo, che invece inviava i contributi ricevuti a due associazioni con sede negli Stati Uniti, dedite ad attività commerciali. Ancora, una presunta Onlus del sud che raccoglieva abiti usati per poi rivenderli nei mercati rionali di altre zone.
Si tratta purtroppo di soggetti che tradiscono la fiducia del “benefattore” a scapito delle vere Onlus, rendendosi responsabili di evasione fiscale ed appropriazione indebita.
L’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza, hanno intensificato negli ultimi anni i controlli ed inoltre hanno affinato le armi: il data base del modello EAS offre un quantitativo significativo di informazioni che si aggiungono a quelle derivanti dall’esame dello statuto e delle scritture contabili.
Anche per il 2012 quindi il fisco si appresta ad inserire gli enti associativi e le Onlus tra le priorità nell’ambito delle attività di controllo.
I controlli vengono svolti prendendo come base lo statuto per poi estendersi all’analisi delle entrate di natura commerciale al fine di verificare che siano effettivamente marginali.
Inoltre viene poi riscontrata l’attività realmente svolta rispetto a quanto previsto dallo statuto.
Si è constatato anche, durante le attività di verifica, l’esistenza di falsi circoli, ossia associazioni di carattere culturale – ricreativo, che in realtà nascondevano vere e proprie attività commerciali, riscontrando ad esempio, che la gestione veniva accentrata nelle mani di poche persone a scapito dei principi di democraticità.

 
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