La Risoluzione Ministeriale n. 3/DF, del 4 marzo 2013, richiama l’art. 3, c. 1 del D.M. 200/2012, concernente i requisiti generali per lo svolgimento con modalità non commerciali delle attività istituzionali, prevede il divieto di distribuire utili e avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitali durante la vita dell’ente, ammettendo solo alcune eccezioni, individuate nel caso in cui la distribuzione sia prevista dalla legge e nell’ipotesi in cui la stessa avvenga a favore di un ente appartenente alla medesima e unitaria struttura ovvero che svolge la stessa attività meritevole ovvero altre attività istituzionali direttamente e specificamente previste dalla normativa vigente. Il Ministero delle Finanze precisa che per “altre attività istituzionali direttamente e specificamente previste dalla normativa vigente” devono in-tendersi quelle espressamente previste dalla lett. i), c. 1 dell’art. 7 del D.Lgs. 504/1992.

Per quanto riguarda il requisito che prevede la devoluzione del patrimonio dell’ente in caso di scioglimento ad un altro ente non commerciale che svolga un’analoga attività istituzionale, la locuzione si riferisce ad un’attività affine o omogenea o di sostegno all’attività istituzionale svolta dall’ente in scioglimento come, ad esempio, l’attività di promozione della cultura che è inquadrabile per le sue caratteristiche nello stesso ambito dell’attività didattica, espressamente prevista dall’art. 7, c. 1, lett. i) del D.Lgs. 504/1992.

Inoltre la data del 31.12.2012 prevista dall’art. 7 del D.M. 200/2012 per la predisposizione o l’adeguamento degli statuti degli enti non commerciali ai requisiti generali per fruire dell’esenzione da Imu non deve considerarsi perentoria. Infatti, in alcuni casi il processo di adeguamento richiede tempi lunghi, dal momento che non solo può articolarsi in più fasi, ma a volte l’iter di approvazione degli atti può richiedere la partecipazione di più soggetti, come nell’ipotesi in cui l’approvazione dello statuto dipenda da un organo esterno all’ente non commerciale. A ulteriore conferma della non perentorietà del termine del 31.12.2012 vi è anche il fatto che non sono previste sanzioni nel caso di inosservanza dell’adempimento nei tempi previsti.

 
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