Con la circolare 25 E del 31 luglio 2013, l’Agenzia delle Entrate rimette nel mirino il terzo settore ma con criteri più selettivi. Infatti nel settore degli enti non commerciali l’analisi del rischio di abuso dei regimi agevolativi sarà eseguita dagli organi di controllo in modo da ottenere una selezione mirata a individuare i soggetti che apparentemente si presentano come “non profit”, ma in realtà dissimulano vere e proprie attività commerciali, ovvero ai casi più rilevanti in termini di potenziale proficuità del controllo.
Si eviterà quindi di perseguire le situazioni di minima rilevanza in termini di potenziale proficuità del controllo che, nonostante le ridotte dimensioni, assumono evidente rilievo sociale in relazione al contesto in cui operano gli enti, come nei casi, ad esempio, in cui l’attività istituzionale, svolta in via esclusiva, riguardi la formazione sportiva per giovani (scuole calcio, tennis, pallacanestro, ed altre comunque ricomprese tra le attività dilettantistiche riconosciute dal CONI), oppure sia rivolta nei confronti di anziani o di soggetti svantaggiati.
Infatti, come precisato anche con la circolare n. 13/E del 2009, l’individuazione dei più rilevanti rischi di abuso dei ottimizzare l’effetto di deterrenza indotto dalle attività di controllo nel terzo settore.

 
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