Ai sensi dell'art. 25, c. 5, L. 13.05.1999, n. 133, "i pagamenti a favore di società, enti o associazioni sportive dilettantistiche" nonché "i versamenti da questi effettuati", qualora superiori alla soglia di euro 516,46, devono essere eseguiti per il tramite di conti correnti bancari o postali intestati allo stesso sodalizio ovvero con altre metodologie che permettano all'Amministrazione Finanziaria la possibilità di effettuare "adeguati controlli" circa la provenienza, la destinazione ed il percorso seguito da tali valori (c.d. tracciabilità dei flussi finanziari).

Tra le "altre modalità" di incasso o pagamento utilizzabili per i trasferimenti che superano tale soglia si possono ricordare, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, le carte di credito, di debito e prepagate, bancomat, assegni bancari e postali non trasferibili intestati all'ente, nonché altri strumenti che permettono di monitorare l'intero movimento del denaro.

L'inosservanza della regola in esame comporta per l'ente una serie di conseguenze che spaziano dalla sanzione amministrativa pecuniaria alla perdita di agevolazioni fiscali.

Conclude l'art. 25, sopra richiamato, affermando come l'inosservanza della presente disposizione comporta, sempre e comunque, l'applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria di cui all'art. 11 del D.Lgs. 18.12.1997, n. 471 (da euro 258 ad euro 2.065) nonché, per le associazioni e società sportive dilettantistiche che applicano il regime di cui alla L. 16.12.1991, n. 398, la perdita immediata di tutte le agevolazioni che da esso derivano.

Detto questo, occorre fare una considerazione verso quelle realtà locali che, essendo di modeste dimensioni, non si dotano (per scelta o per mancanza di risorse) dello strumento del conto corrente bancario o postale: in tal caso, l'attenzione dell'organo amministrativo dovrà essere massima in quanto l'ente si troverà privo dello strumento più semplice ed immediato per porre in essere qualsiasi tipo di movimentazione in denaro sopra la soglia degli euro 516,46.

Non è risolutivo del problema nemmeno l'utilizzo del conto corrente o di altro idoneo strumento se questo è intestato ad uno dei membri del Consiglio Direttivo o comunque non riferibile all'ente sportivo che pone in essere o nel cui favore l'operazione economica viene svolta.

Da un'ultima analisi del dettato normativo, nessuna rilevanza, invece, deve essere attribuita ai "giroconti" riguardanti le movimentazioni tra denaro in cassa e conti correnti bancari/postali in quanto si ritiene che l'intento del legislatore (facendo riferimento ai "pagamenti a favore […] e versamenti") sia quello di monitorare adeguatamente le sole operazioni che spostano ricchezza da e verso l'ente e non le movimentazioni interne.

Gli enti sportivi dilettantistici, quindi, sono chiamati a programmare ex ante l'utilizzo dello strumento di pagamento ed incasso più adatto in base al valore dell'operazione da compiere poiché un controllo ex post potrebbe evidenziare situazioni ormai irreparabili.

 
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