Con sentenza n. 242/63/2013 i giudici della commissione tributaria di Brescia hanno considerato commerciale l’attività di somministrazione di bevande con intrattenimento svolta all’interno di un circolo, che veniva pagata direttamente dal fruitore.

Tale attività era l’unica svolta all'interno del circolo e, quindi non trattasi di attività culturali o sportive. Trattasi, perciò, di attività che, ai sensi dell'art. 148 Tuir, c. 1, deve considerarsi commerciale.

La conclusione non cambia ove si applichi il 2° c., dell’art. 148 Tuir. Infatti, nella fattispecie, le prestazioni e le cessioni effettuate a favore degli associati prevedevano il pagamento di corrispettivi specifici determinati in funzione delle maggiori o diverse prestazioni alle quali danno diritto.

Pertanto, trattandosi di attività commerciale, i contribuenti dovevano tenere regolare contabilità, in mancanza della quale, è corretta la determinazione degli incassi in via induttiva, fondata sulla base dei prezzi delle consumazioni.

 
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